Perché non dovresti andare a Rilevamento Di Sorveglianza Ostile – Ridurre I Rischi Di Sequestro.

La rilevazione di sorveglianza ostile e’ una delle poche tecniche di sicurezza che consentono di anticipare un pericolo e come il nome suggerisce, di identificare un individuo od un gruppo che tenta di ottenere informazioni, mettendo un cliente (obiettivo) sotto sorveglianza. Il vantaggio principale di questa tecnica, come strumento di sicurezza, e’ rappresentato dall’approccio proattivo invece che reattivo.
L’industria dei sequestri di persona prospera e non e’ piu la principale minaccia solo in America Latina. Il sequestro e’ divenuta una pratica comune in tutto il mondo e per avere successo, i criminali normalmente raccolgono informazioni nella fase di pre-attacco. La rilevazione della sorveglianza ad opera del servizio di protezione puo’ ridurre in modo significativo i rischi di sequestro, soprattutto se condotta nella fase iniziale e sotto copertura.

Al fine di fornire un servizio altamente professionale, e’ imperativo che il gruppo di protezione ed i clienti, ricevano una formazione che consenta loro di riconoscere anzitempo i segnali che precedono un attacco. Identificare una minaccia sul nascere e lavorare in modo proattivo ed all’unisono con gli operatori di sicurezza, accrescendo inoltre lo stato di allerta, riduce in modo significativo la possibilita’ che il sequestro si compia.Secure Transportation Ghana L’azione preventiva e l’individuazione di una minaccia imminente, consentono al servizio di protezione sia di allontanare il cliente dal pericolo che di scoraggiare i sequestratori interrompendo l’attacco.

Capacita’ e Limitazioni

La qualita’ e tipologia di sorveglianza ostile puo’ variare in modo significativo; puo’ essere una rapida e basica osservazione fatta da malviventi non esperti in cerca dell’opportunita’ per colpire oppure fatta in modo professionale da un’organizzazione criminale, in modo efficace, per raccogliere informazioni utili al fine di portare a termine un sequestro od un attacco.Ci sono ovviamente numerose limitazioni che possono interferire col buon esito di una sorveglianza ostile. Ecco alcuni esempi:

  • Mancanza di formazione
  • Mancanza di fondi
  • Capacita’ limitate
  • Ambiente che non si presta ad agire in modo occulto
  • Mancanza di risorse umane e tecniche

Tutti i fattori di cui sopra determinano la capacita’ di un gruppo di mettere in atto una sorveglianza ostile in modo efficiente, occulto e senza essere scoperti, ottenendo allo stesso tempo le necessarie informazioni.

Terroristi ed organizzazioni criminali potrebbere non avere l’esperienza pratica e la tecnologia per condurre una sorveglianza ad alto livello, capace di avere la meglio su procedure anti e di contro-sorveglianza. Secure Ground Transportation Peru Uno o due elementi ostili con limitate capacita’non possono competere con le risorse prodotte da agenzie governative.

Un numero elevato di agenti, non necessariamente e’ garanzia di risultato mentre una squadra di tre professionisti di alto livello, puo’ acquisire una sorprendente quantita’ di informazioni in pochi giorni. Questa considerazione e’ ambivalente, pertanto, il servizio di protezione di un personaggio ad alto rischio non dovrebbe sottovalutare la possibilita’ che i criminali abbiano le risorse necessarie per condurre sorveglianza ostile in modo efficace e professionale.

La vasta gamma di limitazioni, normalmente fornisce al servizio di protezione maggiori possibilita’ di rilevare la sorveglianza ostile, tuttavia, due fattori cruciali vanno presi in considerazione.
Il primo e’ che terroristi ed organizzazioni criminali hanno il tempo per dedicarsi alla sorveglianza, possono agire seguendo regole non scritte ed utilizzando chiunque per i loro scopi.

Il secondo e piu importante aspetto e’ capire ed accettare che identificare una sorveglianza ostile in modo accurato ed occulto, non e’ assolutamente un facile compito.

La raccolta di intelligence

Allo stesso modo delle Brigate Rosse nell’analisi fatta poc’anzi, sequestratori e malviventi in generale, continueranno a cercare di stabilire le abitudini di un obiettivo ed ottenere risposte alle seguenti domande:

  • C’e’ un servizio di protezione, sono efficienti, armati, professionali?
  • Come viaggiano e con quali mezzi? Guidano? e quale tipo di veicolo? Blindato o no?
  • Hanno collaboratori che possono essere utilizzati per ottenere informazioni? E’ possibile corromperli?
  • Hanno familiari e se si, sono un facile obiettivo?
  • Sono obbligati ad utilizzare gli stessi percorsi?
  • Dimostrano di avere un buon piano di sicurezza quando viaggiano?
  • Quali percorsi utilizzano per andare al lavoro, ad eventi o ad una scuola? Cambiano i percorsi?
  • Sono abitudinari? Seguono uno schema? Se si di che tipo? Quali sono i punti deboli?

Bisogna tenere in considerazione che i criminali devono avere la capacita’ di ottenere le informazioni che certamente non piovono dal cielo e che in qualsiasi attivita’ di raccolta informazioni e sorveglianza ci sono sempre limitazioni.

Abilita’ ed Esercitazioni

Ci sono due fattori da tenere in considerazione nella rilevazione di sorveglianza ostile:
1. Le capacita’, esperienza, conoscenza e risorse del gruppo criminale coinvolto nella sorveglianza ostile
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2.Le capacita’, esperienza, conoscenza e risorse del servizio di sicurezza coinvolto nella controsorveglianza e rilevazione di sorveglianza ostile.

Se vi e’ una grande differenza tra i due gruppi, il meno capace e’ destinato ad avere la peggio.
Sono necessarie tattiche di alto livello ed altrettanto occulte,per poter identificare una sorveglianza ostile. Questa e’ solo una delle ragioni per cui, con clientela di alto profilo e’ opportuno utilizzare professionisti del settore che hanno sostenuto addestramenti intensivi. E’ importante comprendere, inoltre, che la sorveglianza ostile, sia rudimentale che professionale, non deve mai individuare misure di anti e contro-sorveglianza per due ragioni fondamentali:

Se la sorveglianza ostile non si ravvede della presenza di misure di contro-sorveglianza e’ piu’ facile che commetta errori utilizzando tecniche approssimative o diventando negligente tanto da essere identificata piu’ facilmente e rapidamente.

Se la sorveglianza ostile individua la contro-sorveglianza, le possibilita’ di azioni impulsive, inclusi attacchi, accresce, tuttavia e’ piu probabile che i malviventi interrompano la sorveglianza col proposito di riprovare con migliori risorse e capacita’. Come gia’ detto, criminali specializzati e capaci di individuare contro-sorveglianza di basso livello, preferiscono ritirarsi ed evitare di essere catturati.

E’ certo che la rilevazione di sorveglianza ostile e’ un elemento vitale per minimizzare il rischio di un rapimento. Terroristi ed organizzazioni criminali, dedicati ad infliggere danno al prossimo cercheranno sempre di ottenere informazioni sui loro obiettivi. Con l’intelligence raccolta, studieranno come approfittare dei punti deboli di un obiettivo per portare a termine il loro piano.

Ricordate che se vi e’ una grande differenza di capacita’, esperienza, conoscenza e risorse tra i due gruppi rivali (gli ostili e la sicurezza), il meno qualificato e’ destinato ad avere la peggio.

Cercando l’opportunita’ per entrare in azione

Perche’ un gruppo di sequestratori dovrebbe mettere sotto sorveglianza un obiettivo prima di entrare in azione? Qual’e’ lo scopo del gruppo di sorveglianza ostile? Dirigenti d’azienda pianificano strategie utilizzando un modello di analisi denominato SWOT. Questo stesso modello puo’ essere utilizzato al contrario per identificare quali gruppi criminali siano interessati all’obiettivo designato.

Analisi SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats – Punti di forza, Debolezze, Opportunita, Minacce)Identificare punti di forza e debolezze dell’obiettivo, consente ai sequestratori di individuare opportunita’ e possibili minacce. Questa raccolta di informazioni consente loro di rispondere alle seguenti domande:

  • E’ possibile sequestrare l’obiettivo?
  • E’ ragionevole in termini di rischio, sequestrare questo obiettivo?
  • Come possiamo sequestrare l’obiettivo?
  • Quando possiamo sequestrare l’obiettivo?

Il quarto punto evidenzia che i sequestratori possono decidere che l’obiettivo e’ troppo rischioso oppure potrebbero adattare la loro strategia d’attacco sfruttando le debolezze dell’obiettivo, individuate durante la sorveglianza.

Un classico esempio e’ l’analisi di un sequestro avvenuto in Italia alla fine degli anni ’70.
“Nel Marzo del 1978, l’ex-Primo Ministro Italiano, Onorevole Aldo Moro e la sua scorta (5 agenti e due autisti a bordo di due veicoli non blindati) erano in movimento dalla residenza dello statista al luogo di lavoro, nella citta’ di Roma. Il convoglio fu vittima di una imboscata ad opera di 11 membri delle Brigate Rosse, un gruppo terrorista di estrema sinistra attivo in quel periodo,altresi’ conosciuto come “Anni di piombo”.

Mentre il convoglio si avvicinava ad uno stop, un veicolo gli si paro’ davanti, fermandosi di colpo. Il veicolo che trasportava l’Onorevole Moro che non era a distanza di sicurezza lo tampono’ mentre la scorta che seguiva a breve distanza, tampono’ l’auto di Moro bloccandola e precludendo qualsiasi possibilita’ di fuga.

Due terroristi uscirono dal veicolo che bloccava il convoglio ed uccisero l’autista e la scorta di Moro sparando attraverso il parabrezza anteriore. Allo stesso tempo, 4 terroristi in uniforme, travestiti da personale della compagnia aerea Alitalia (fermi nelle vicinanze ad una fermata di autobus), estrassero armi dalle borse da viaggio ed aprirono il fuoco sui rimanenti uomini della scorta uccidendoli. Due terroristi, nascosti dietro a dei cespugli, uscirono all’improvviso estraendo Aldo Moro dal veicolo e trasportandolo nel veicolo di fuga. Grazie ad un piano ben orchestrato si dileguarono facendo perdere le proprie tracce.

Il tutto avvenne in poco piu di 30 secondi con 11 terroristi in azione, circa 90 colpi esplosi e le 5 guardie del corpo di Moro e 2 autisti caduti sotto i colpi dei terroristi. Il piano e la preparazione richiesero definitivamente molto di piu della esecuzione dimostrando che la sorveglianza capillare ed occulta e la raccolta di informazioni, furono determinanti per i terroristi nell’ individuare punti di forza e debolezze e per pianificare l’attacco con tanta precisione.

I terroristi analizzarono la routine del servizio di scorta e lo stile di vita dell’Onorevole Moro, notando che entrambi gli autisti erano soliti non mantenere la distanza di sicurezza da altri veicoli inclusi i loro e le Brigate Rosse, utilizzarono questa negligenza a loro vantaggio. La sorveglianza dell’area dove viveva Aldo Moro, permise ai terroristi di stabilire che personale della compagnia aerea Alitalia era residente nel quartiere sicche’ travestirono il “gruppo di fuoco” con le uniformi di Alitalia, sicuri che non avrebbero destato sospetti. I terroristi utilizzarono inoltre una strategia ben studiata per adattare l’ambiente alle loro esigenze; la notte prima dell’attacco tagliarono le gomme del furgone del fioraio che lavorava normalmente nella zona per eliminare testimoni ed eventuali interferenze; saturarono le linee telefoniche di emergenza al momento dell’attacco con chiamate fasulle e posizionarono due veicoli in modo da poter fuggire indisturbati.

In quegli anni gli inquirenti furono travolti da teorie complottiste in merito al sequestro ed alla detenzione di Aldo Moro e senza mai scoprire la verita’, 55 giorni dopo il sequestro, una telefonata rivendicata dalle Brigate Rosse, annuncio’ dove il corpo esanime dello statista era stato abbandonato. Il cadavere di Aldo Moro fu rinvenuto dalle forze dell’ordine, nel bagagliaio di un veicolo nel centro di Roma. Per il paese fu un duro colpo in quanto lo statista era persona che godeva del rispetto del popolo. Il governo italiano fu accusato di non aver operato in modo trasparente e soprattutto di non aver fatto quanto possibile per ottenere il rilascio dello statista.

E’ interessante notare che, secondo le dichiarazioni rese dai terroristi durante il processo, nei mesi precedenti il sequestro, l’obiettivo predestinato doveva essere l’allora Presidente del Consiglio, al suo quarto mandato, Onorevole Giulio Andreotti. Pare che a causa dell’efficienza del servizio di scorta e l’elevato rischio, i terroristi decisero di cambiare obiettivo.

Queste dichiarazioni furono oggetto di polemiche e di ulteriori teorie complottiste che sfociarono in investigazioni proprio nei confronti dell’Onorevole Andreotti senza che la verita’ sul sequestro di Aldo Moro venisse mai alla luce o che i presunti “veri mandanti” del sequestro fossero identificati e processati.
Lo studio di questo caso evidenzia come una sorveglianza capillare possa essere utilizzata per approfittare delle negligenze di un servizio di protezione al mero fine di portare a termine con successo un sequestro di persona, nonostante si tratti di un obiettivo di alto profilo come un’alta carica dello Stato.

Articolo scritto da Mark Deane, CEO di ETS Risk Management.

Tradotto da Mirko Ruggeri – Direttore dei Servizi di Protezione (America Latina) di ETS Risk Management.

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Clyde Meyer

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